Tutti più o meno conoscono o hanno sentito parlare dei fiori di bach, ovvero una mistura di diversi fiori creata dal medico britannico Edward Bach. Il medico sperimentò prima su se stesso e poi su altri pazienti il meccanismo che sta alla base di questa terapia basata sulla floricultura. Secondo Bach infatti determinati tipi di fiori, raccolti in determinati modi rilascerebbero nell’acqua delle sostanze curative che, se prese con costanza e basandosi sulla prevenzione, aiuterebbero il corpo a combattere le malattie future, in modo tale che non avvengano.

Il tutto si basa sul fatto che secondo Bach ogni problema di tipo fisico ha un suo inizio come problema psicologico. I fiori quindi hanno il compito di risolvere o alleviare il problema psicologico in modo tale che successivamente anche quello fisico scompaia. Come è possibile immagine la scienza tradizionale non vede di buon occhio questo tipo di medicina, specialmente perchè non ci sono dati scientifici a portata di mano. Tuttavia molte persone che lo hanno provato e molti medici che lo prescrivono sono assolutamente certi della sua potenza.

Il metodo di Bach si basava su 38 tipi di fiori, divisi in tre categorie: i 12 fiori guaritori, i 7 fiori d’aiuto, e i 19 fiori detti assistenti. Logicamente a seconda del tipo di mistura tra fiori si potevano combattere diversi tipi di malanni secondo le indicazioni del dottor Bach, infatti troviamo la mistura contro la paura, quella contro l’incertezza, quella contro la solitudine e molto altro.

Attualmente una mistura di 5 fiori di Bach viene molto utilizzata dalle persone affetta da ansia, attacchi di panico e insonnia. Determinati studi hanno dimostrato che un’assunzione costante per periodi non troppo lunghi, aiuta l’organismo a rimanere calmo. Tuttavia è sempre bene chiedere a un medico specialista il tipo di terapia che si deve fare con i fiori di bach per l’ansia e l’insonnia. Questo perchè a differenza dei farmaci normali che vanno bene quasi a tutti, la potenza dei fiori di bach varia da persona a persona.

E’ quindi il medico colui che deve decidere sulla posologia di amministrazione.

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